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Pieve di San Siro

La pieve di San Siro si trova nella frazione di Cemmo in una posizione panoramica che domina il fiume Oglio. Storico fulcro religioso e sociale della Val Camonica, la chiesa era a capo di uno dei pievati (distretto ecclesiastico) più importanti della vallata. San Siro di Pavia è tradizionalmente considerato l’evangelizzatore e patrono della Valle Camonica.

La chiesa, nella forma attuale, risale probabilmente alla fine dell’XI o agli inizi del XII secolo. All’interno si trova inoltre un frammento di epigrafe romana inserito in una monofora. L’attuale campanile, aggiunto nel XV secolo, sorge a fianco di una costruzione anticamente adibita a dimora dell’eremita, la cosiddetta Cà del Rumit.

Fino al XVI secolo la Pieve svolse funzioni parrocchiali per la comunità, poi il titolo passò alla chiesa di Santo Stefano a Cemmo. Nel Seicento l’edificio era già in disuso e veniva utilizzata come ricovero per animali e rifugio per banditi. Nel 1708 si registra il crollo della parete del coro.

A partire dal 1912 i restauri hanno portato alla ricollocazione dei frammenti caduti del portale, la realizzazione della copertura lignea del soffitto e la scala d’accesso alla cripta; nel 1921 il rialzo dei pavimenti. L’accesso meridionale risale agli anni Trenta. Tra il 1992 e il 1995 si è proceduto al consolidamento strutturale dei tre absidi e del campanile.

La chiesa ha un orientamento ovest-est, con tre absidi verso est e una facciata contro-roccia a ovest. L’ingresso principale, sul fianco meridionale, un tempo caratterizzato da una loggia, oggi conserva un portale con decorazioni animali, floreali e fantastiche. Sulla lunetta l’iscrizione beneaugurante: «HINC DS INTRANTES AD TE BNDIC PROPERANTES» (trad. «Benedici, o Dio, coloro che qui entrano per avvicinarsi a te»).

All’interno, la navata centrale è rialzata rispetto a quelle laterali. A destra dell’entrata si trovano affreschi strappati provenienti dalla facciata della chiesa di San Bartolomeo degli Umiliati di Cemmo, mentre sull’opposta parete nord sono presenti un Battesimo di Cristo e una Madonna dei Mestieri.
La serie di gradoni sul lato occidentale era, secondo la tradizione, destinata ai catecumeni. Il fonte battesimale circolare ad immersione era probabilmente un antico torchio. La cripta conserva la suddivisione in tre navate absidate con copertura a crociera.

Nell’abside meridionale è esposta una copia del polittico del Maestro Paroto (1447), originariamente conservato nella pieve, poi venduto e trasportato a New York, e infine riacquistato dalla Fondazione CAB nel 2012. L’opera originale è oggi esposta nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

 

Informazioni

Bibliografia

  • Cemmo: storia di una pieve camuna con note storiche intorno alle parrocchie di Capodiponte e Pescarzo, a cura di F. Murachelli, Esine 1978.
  • Pievi della montagna lombarda, a cura di Aa.vv., Breno 2006.
  • Pievi e parrocchie in Valle Camonica tra medioevo e riforma cattolica, a cura di O. Franzoni, Breno 2014.
Testi: Luca Giarelli