Il Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina è uno dei più estesi e affascinanti dell’arte rupestre camuna. Istituito nel 2005, si sviluppa sul versante occidentale di Capo di Ponte, tra i 400 e i 600 metri di quota, all’interno del sito UNESCO.
Qui il paesaggio diventa racconto: oltre 170 rocce incise accompagnano il visitatore lungo percorsi immersi nella natura, con testimonianze che attraversano millenni, dall’età del Bronzo (II mill. a.C.) all’età del Ferro (I mill. a.C.). Le incisioni raffigurano guerrieri, animali, scene di aratura, capanne e simboli misteriosi, offrendo una narrazione continua della vita e delle credenze delle antiche popolazioni alpine.
L’area monumentale si articola in due ambiti geografici distinti, uniti da un panoramico itinerario pedonale: Seradina (430 m s.l.m.): la sezione a valle, il cui nome rimanda storicamente alla presenza dei boschi di querce («cerreto»); Bedolina (530 m s.l.m.): il settore sommitale, il cui toponimo evoca le zone ricche di betulle («betulleto»).
Il parco è organizzato in più aree e cinque itinerari tematici (arancione, rosso, verde, azzurro e marrone), facilmente percorribili e di diversa durata. Tra i punti più significativi spiccano la Roccia 12 di Seradina, celebre per le numerose scene di duello e caccia, e l’altopiano di Bedolina, dove si trova la straordinaria Mappa di Bedolina: una complessa incisione interpretata come una delle più antiche rappresentazioni topografiche del territorio.
L’esperienza è arricchita da una forte componente paesaggistica: il parco gode di una posizione panoramica tra il Pizzo Badile Camuno e la Concarena, e grazie all’esposizione solare sviluppa un microclima unico, che ospita anche specie vegetali insolite per l’ambiente alpino. Grazie alla favorevole esposizione al sole del versante, la zona gode di un microclima eccezionale che favorisce una flora sorprendente, con la presenza di specie botaniche di matrice mediterranea come la Opuntia compressa (il fico d’India nano).
Situata all’interno degli spazi restaurati della «Cascina Vecchia», presso l’accesso al parco, la mostra permanente rende omaggio alla figura di Battista Maffessoli (1929-2006), pioniere della ricerca e grande appassionato d’arte rupestre camuna. L’esposizione offre ai visitatori un viaggio nella storia dell’archeologia locale attraverso 70 calchi d’epoca in gesso, creati nella prima metà del XX secolo per documentare e riprodurre fedelmente le incisioni e un ricchissimo archivio storico personale, comprensivo di epistolari, fotografie d’epoca, documenti originali e pubblicazioni che raccontano le prime stagioni di esplorazione della Valle Camonica.
Questo settore del Parco, noto anche come Seradina II, è ricco di incisioni prevalentemente dell’età del Ferro (I mill. a.C.).
Settore noto anche come Seradina III è situato a monte della strada, raggiungibile con alcuni gradini.
Percorso ad anello attorno al dosso («Corno») dove sono state rinvenute evidenze archeologiche del II mill. a.C.
Settore chiamato anche Ronco Felappi, è attraversato dal percorso in salita che congiunge all’area di Bedolina (15 min.)

Situata cento metri a monte dell’area di Seradina, Bedolina è famosa per le raffigurazioni «topografiche».

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